Bitchiness gets you everywhere

Sogno di essere bella, giovane e ricca. Però, chissà perchè, quando mi chiedono cosa sogno, rispondo sempre la pace nel mondo. (LK)

Archivio per hard candy

Heaven in my closet

Come vivere con solo 100 oggetti? Mi raccomando, cominciate scegliendoli bene. In un’inchiesta di Lisa McLaughlin per Time Magazine si parla di eccessi consumistici. Un dogma di matrice USA per tradizione, ma esportato innegabilmente in tutto il mondo, fino ad essere da sempre praticato con fierezza dalla sottoscritta. Ma pensateci bene, quali oggetti sono davvero indispensabili per vivere? Quante cose possono davvero definirsi superflue? Un dato è certo: mai confondere l’effimero con l’inutile. Questa è la mia regola. Allora, nel frattempo che gli oggetti mi sommergono da ogni dove, ho iniziato a rifletterci. Sembrerà sciocco, ma non potrei mai vivere senza occhiali da sole, “per avere più carisma e sintomatico mistero”, naturalmente. Non potrei mai rinunciare alla mia nuovissima nonchè ipertecnologica piastra laser per capelli, con tanto di spazzole di tre tipi e phon professionale. Le ragioni sono ovvie e non mancano mai in valigia, anche d’estate. Certamente non posso poi omettere il pacchetto geek: pc (o vaio) con collegamento internet veloce. E la mia reflex Digital Rebel? Il più bel regalo di Natale mai ricevuto. Naturalmente essenziale è il kit di manutenzione autodidatta per la manicure: mi regala grandi momenti di relax. Burro idratante per il corpo: ci tengo a queste cose. Poi l’Ipod, con 8 giga di musica caricata per tutte le occasioni. E mettiamoci a questo punto anche gli amplificatori portatili, già che ci siamo. La carta di credito per fare acquisti è in o out? Dovrebbe essere indirettamente esclusa. La mia macchina, invece, è indispensabile. Non uso mezzi pubblici tranne in casi eccezionali, preferisco stare chiusa nell’abitacolo della Smart, bloccata nel traffico della tangenziale: vivo a Roma, e RadioRock mi manda i Pink Floyd, The Cure e Joy Division agli orari più improbabili. I libri che amo ogni tanto rileggere, poi: non ne sono moltissimi. I sandali dorati e le infradito di Furla, perchè no? Almeno una decina di completini intimi di colore diverso, e il babydoll di seta rosso che mi ha regalato mia suocera. Almeno 2 bikini. Mioddio, i vestiti che mi vengono in mente sono in effetti troppi…e con borse e scarpe coordinate. Direi che l’impresa è fallita, ma con il proposito di cominciare a guardarmi intorno. Provate a cimentarvi anche voi.

Disintegration - The Cure (Disintegration, 1989)

Soccorso civile

Passate parola. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, c’è chi non ha perso tempo e si è dato attivamente da fare per garantire un servizio di pronto intervento contro i disagi causati dal diniego illegittimo del diritto alla prescrizione della contraccezione d’emergenza. Attivo nei weekend a Roma e Milano, il Soccorso Civile messo a punto dall’Associazione Coscioni è finalizzato a prestare assistenza immediata, grazie ad un gruppo di medici ‘di coscienza’ volontari, alle donne che non sono state in grado di reperire tempestivamente la ‘pillola del giorno dopo’ nelle strutture abilitate a fornire la prescrizione medica. L’iniziativa è mirata inoltre a diffondere tutte le informazioni necessarie a intraprendere le vie legali nei confronti dei medici e delle strutture responsabili dei casi di ostruzionismo, come già spiegato da un vademecum che si può trovare online sul sito dell’associazione.
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Fabio Caressa I miss you so much!

Chiudiamo le valigie! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa! Andiamo a Berlino!

Lui è un uomo di campo. Sa cosa vuol dire combattere per vincere. Lui è un uomo di sport. Sa cosa significa vivere nel gruppo, leggere negli altri le sue stesse speranze. Lui sa cosa significa avere un sogno comune e trovarsi a un passo dal realizzarlo. Lui conosce i pensieri che attraversano le loro menti, le paure che devono vincere. Lui sa che possono farcela, che faranno di tutto. Appena arrivato in postazione si è inginocchiato, ha baciato le cuffie, il tavolo, e ha ringraziato Dio, a suo modo. Poi la tensione ha avuto il sopravvento, e ha cominciato a piangere. Forse ha stabilito un record. Un lungo pianto di quindici minuti, in alcuni momenti intervallato da singhiozzi. Pronto per cominciare. Ci ha fatto chiudere le valigie e ci ha accompagnati strepitando e urlando al cielo sopra Berlino. Qualcuno, ora, abolisca la telecronaca Rai di Euro2008. Qualcuno abolisca Rezzonico, per pietà.

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