In occasione della Giornata Internazionale contro la Cybercensura, Reporters sans frontières ha pubblicato una guida pratica per bloggers e cyberdissidenti. Si tratta di un manuale che spiega come creare un blog, aggiornarlo e soprattutto fare in modo che non cada sotto la censura dei governi in paesi come Cina e Iran (ma anche a Cuba, in Vietnam, etc) dove la libertà di espressione non è in alcun modo garantita e la circolazione di informazioni, soprattutto quelle provenienti ‘dal basso’, è fortemente osteggiata e in molti casi penalmente repressa. La guida si rivolge in primis ai giornalisti, ma anche a tutti i bloggers non professionisti che godono ancora di poca visibilità, consigliando di informare la loro attività comunicativa a principi di completezza, accuratezza, lealtà, trasparenza e indipendenza delle informazioni diffuse. Inoltre si propone di spiegare agli utenti di questi paesi come impiegare TOR, un autentico software anti-censura capace di deviare le comunicazioni (con una rete distribuita di relay gestiti da volontari in tutto il mondo), e di impedire a chi osservi la connesione Internet da cui vengono inviate le informazioni di sapere quali siti si stanno visitando e di rintracciare il luogo da cui ci si connette. L’intenzione è quella di diffondere il più possibile nella blogosfera questo strumento indispensabile. Datevi da fare.
WordPress mi indica che per ben 2 volte oggi qualcuno è arrivato sul mio blog cercando in un motore le parole chiave ”sesso orale compulsivo”. Compulsivo, eh! Mi raccomando, non vergognatevi e se avete bisogno di consigli usate pure la mia mail qui accanto. Aprirò la rubrica Loveline.
Sono fermamente convinta del fatto che scrivere in italiano corretto sia una conquista - anche se a dire il vero non per tutti - della terza elementare. Mentre scrivere, saper scrivere, è una dote personale, innata. E allora le regole si piegano alle tue inclinazioni, ed esorbitano dalla destinazione comunicativa. La finalità si fonde con la forma stessa, diventa una proiezione interiore, e scrivi per te stesso, o per i pochi abilitati a fraintenderti. Basta fare un giro per la blogosfera: un concentrato di informazioni confezionate con l’intero lemmario del De Mauro Paravia, il cui risultato è - ma posso contare almeno cinque eccezioni - triste. Imbarazzante, alle volte. E c’è ancora chi si meraviglia del fatto che dirimere un’ambiguità lessicale è un problema per un laureato su cinque. Dopo il liceo che potevo far - E.Bennato
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Dal 31 gennaio 2008
17,481 click compulsivi, esclusa la sottoscritta. Ne avete di tempo da perdere!