Non tutte le donne ce l’hanno. (bis)

La questione è molto seria. L’Occidente ha scoperto il punto G, mentre in 28 paesi tra Africa, Asia e Medioriente ancora 140 milioni di donne (dati dell’OMS) vedono la loro sessualità brutalmente mortificata dalle tradizionali pratiche di mutilazione genitale alle quali vengono sottoposte fin dai primi anni della loro infanzia con conseguenze gravissime a livello fisico e psicologico. La notizia è che le Nazioni Unite hanno finalmente dichiarato il loro impegno per estinguere questa pratica nel giro di una generazione, e comunque di ridurla drasticamente entro il 2015. Io vi ricordo che in seguito alla Conferenza del Cairo (luglio 2003), è stato approvato a Maputo il Protocollo sui Diritti delle Donne Africane che, all’articolo 5, specifica che le pratiche definite tradizionali e gravemente lesive per donne e bambine, in particolare le MGF, dovrebbero essere proibite e condannate. E attualmente le attività della campagna StopFgm sono incentrate proprio sulla ratifica del Protocollo di Maputo da parte del maggior numero di Paesi possibile affinché entri in vigore e sia operativo quanto prima.

















